Cursillos di Cristianità

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Intervista a Eduardo Bonnin – 1° parte

Quest’anno la Scuola Responsabili per approfondire il percorso formativo metodologico si è avvalsa dell’intervista fatta a Eduardo Bonnin, pubblicata nel libro “Segni di speranza” ed. San Paolo, 1998, di mons. Paul Josef Cordes (per più di dieci anni vicino all’esperienza dei movimenti in qualità vicepresidente del Pontificio Consiglio per i Laici).

Iniziamo la pubblicazione. Parte 1°

Intervista a: 

EDUARDO BONNIN 

fondatore di Cursillos de Cristiandad 

1. Per favore, può dirci anzitutto qualcosa di lei e del suo cammino di fede? In quale ambiente è vissuto e che tipo di formazione ha ricevuto? 

Credo sinceramente che il Signore, servendosi di circostanze normali e ordinarie, mi abbia manifestato a poco a poco la sua volontà nel corso della vita.

Sono un provvidenzialista convinto e vedo che nella mia vita non si è realizzato quasi niente degli obiettivi che mi ero prefissati da giovane, ma il Signore mi ha dimostrato, in moltissime occasioni, per non dire in tutte, di avere un gusto migliore del mio conducendomi per altre vie.

L’ambiente in cui sono nato e sono cresciuto forse è uno dei regali più preziosi ricevuti da Dio.

In famiglia eravamo dieci fratelli, tre maschi e sette femmine. Uno dei tre ragazzi ora è sacerdote diocesano e una delle sorelle, oggi morta, era carmelitana scalza a Valencia.

La mia gioventù è trascorsa negli anni della guerra di Spagna e della seconda guerra mondiale, quindi il mio servizio militare è durato nove anni. Prima avevo compiuto un normale corso di studi presso i Fratelli di san Giovanni Battista de la Salle e nel collegio dei padri Agostiniani.

Sono convinto che niente abbia influito su di me più del mio ostinato e sempre crescente interesse per la lettura. Già da ragazzino ero solito dire che preferivo stare un giorno senza mangiare che un giorno senza leggere. I1 denaro disponibile l’ho sempre speso in libri.

2. Che importanza ha avuto la fede nella sua gioventù? 

Moltissima e questo perché, a mio modesto avviso, la fede, quando è cristiana, lo è perché evangelica ed è evangelica perché è cristiana. La fede illumina, chiarisce e orienta le situazioni, a volte complicate della vita quotidiana, verso Dio e la sua Chiesa.

3. Come sentiva il problema di Dio? 

Non mi è mai capitato di pensare che Dio sia un problema, ma la soluzione (con articolo determinativo: la soluzione) sicura, efficace e piena di tutte le difficoltà che si presentano e si possono presentare all’uomo di ieri, di oggi e di sempre.

Ho potuto sperimentare che quando una persona ha fede, dimostra fiducia, crede, si fida e confida nella realtà più impressionante e profonda e forse più incomprensibile e difficile da capire, che cioè Dio, in Cristo, ci ama – mi ama , tutto il resto gli viene dato con larghezza in sovrappiù.

Credo sinceramente che a volte, e forse con la miglior buona volontà, ci sbagliamo credendo che Cristo si fece uomo ed entrò nella storia per salvare il mondo; confesso umilmente di non credere che questa fosse la sua idea, ma che si incarnò e venne nel mondo per salvare l’uomo, non il mondo. Perché l’uomo fosse felice attraverso la sua fede in Lui.

Durante la vita ho potuto vedere persone che, mancando di tutto, sono felici e altre che, avendo tutto. muoiono di noia.

Questo mi aiuta in parte a capire perché il Signore dice che il suo regno non è di questo mondo e perché lo colloca dove è, dove Lui vuole stare, dove si trova più a suo agio, cioè nello spazio interiore di ogni persona, nella sua intelligenza e nel suo cuore, perché attraverso l’unione con Lui, attraverso la grazia, possa vincere il suo egoismo, il suo orgoglio, la sua ambizione e la sua convinzione, la sua decisione e la sua costanza siano più cristiane.

Sono infatti fermamente convinto che, sebbene il regno di Dio non sia di questo mondo, è l’unico che possa dare senso e pienezza ai regni di questo mondo.

Autore: cursillos padova

Movimento di Chiesa finalizzato all'evangelizzazione degli ambienti.

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