Cursillos di Cristianità

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Intervista a Eduardo Bonnin – 2° parte

Intervista a:  EDUARDO BONNIN  fondatore di Cursillos de Cristiandad   ( 2° parte )

4. Ha fatto esperienza fin da giovane di un intervento forte, di Dio nella sua vita, significativo per lo sviluppo successivo? 

Ho sempre visto tradotto il mio modo di pensare in quella richiesta che, fin dagli inizi, facciamo al Signore in quella che chiamiamo ora apostolica: “Signore, fa che non abbiamo bisogno di miracoli per credere ed agire, ma fa che abbiamo tanta fede da meritare che Tu ce li faccia”.

Sono impressionato più dal silenzio di Dio e dalla sua capacità di sopportazione che dai miracoli e dalle apparizioni, perché la verità di solito arriva sempre attraverso persone che all’apparenza -ma solo all’apparenza- sono più lontane dalla trasparenza del Padre e dalla freschezza perenne delle beatitudini.

5. Il carisma dei «Cursillos» è molto legato alla storia del suo fondatore. Il movimento nacque in un preciso momento storico, con particolari esigenze, alle quali lei diede una risposta. Alla luce della sua storia personale, quali furono i primi passi che contribuirono alla nascita dell’esperienza del movimento? 

Ho letto una volta nel libro Profeti di Alfonso Schokel e Sicre Diaz una citazione di un certo  Ellermeier, che diceva: “Un fenomeno storico può essere captato adeguatamente solo quando si fa luce sui suoi inizi”.

Ebbene, ciò che potremmo chiamare l’inizio di tutto, avvenne così: quando prestai servizio militare  -sono dello scaglione del 1938 -, potei constatare che il mondo era molto diverso dal concetto che io ne avevo. In quell’ambiente venivano apprezzati alcuni valori opposti a quelli che avevo vissuto in famiglia. Questo mi fece pensare: “Questa gente è così perché sente il peso della legge o perché ignora la dottrina?”. Osservando la vita di quelle persone, mi convinsi che più che dalla legge erano appesantiti dall’ignoranza della dottrina.

Da quel momento, la mia quasi unica preoccupazione fu quella di comprendere il più possibile il nucleo fondamentale, essenziale della dottrina, la cosa più importante del messaggio cristiano.

Ciò che di esso dicevano gli autori cristiani, quelli che, secondo me, lo spiegavano meglio e con più chiarezza. E lessi sant’Agostino, santa Teresa, san Giovanni della Croce …

Mi interessava anche sapere com’è l’uomo, colui che deve ricevere il messaggio e lessi, tra gli altri, Dante, Cervantes, Baltasar Gracian …

Sebbene le ore morte durante il servizio militare siano quasi infinite, il tempo di cui potevo disporre mi obbligava a dare la preferenza, quando potevo leggere, a quei libri che, a mio giudizio, potevano essere più efficaci ed erano i libri degli autori che erano allora sulla cresta dell’onda: Hugo e Karl Rahner, Romano Guardini, il p. Plus, il card. Mercier, il card. Suenens, Tristan Amoroso Lima; e gli psicologi Carl Rogers, Maslow …

Però sentivo allora, e sento oggi, che ciò che meglio sintetizza e riassume la dottrina è il Vangelo.

Il messaggio di Gesù, di questo Cristo che anzitutto è notizia per l’uomo, quindi, inquietudine, poi voglia di sapere di Lui e che l’incredibile possibilità di essere suo amico, attraverso la grazia sperimentata e vissuta, svela e potenzia, nell’intimo di ogni persona, il meglio di se stessa.

Progredire nella conoscenza di Cristo e nella conoscenza dell’uomo come persona e quindi della sua capacità di convinzione, di decisione e di costanza, fu il mio interesse primario.

Per il primo mi aiutarono molto i libri: Vivi la tua vita di Arami, L’anima di ogni apostolato di Chautard, Le meraviglie della Grazia di M. J. Scheeben.

Per il secondo, per potere arrivare a una miglior conoscenza dell’uomo: Le potenze dell’io di Lavelle, Le grandi amicizie della coppia Maritain e in seguito, In terra straniera di Lili Alvarez.

6. Certamente testi importanti! Ma non fu solo questo …

Tutto questo e soprattutto il mio contatto con la gente mi portarono a verificare, dal vivo e direttamente, che quando il messaggio del Vangelo è accolto con fede personalizzata, e arriva alla singolarità, alla originalità e alla creatività di ciascuno, potenzia le sue qualità umane. L’uomo, a mano a mano che la sua vita di grazia diventa cosciente e crescente, è portato cristologicamente – cioè attraverso la logica che suole usare Cristo – ad accrescere il suo desiderio di vivere e di ringraziare per il dono della vita e a sperimentare la gioia che dà il comunicarlo a quanti più è possibile.

Il Movimento dei Cursillos, per la grazia di Dio e le preghiere di molti, nacque da una viva preoccupazione per l’uomo concreto, normale, quotidiano, quello preso dalla vita di ogni giorno e assillato dal solo fatto di dover vivere e di poter continuare a vivere, che rare volte dispone di tempo per pensare perché vive e meno ancora per occuparsi e preoccuparsi del senso della sua esistenza.

Ciò che volevamo agli inizi, e che continuiamo a volere ancora, è che la libertà dell’uomo si incontri con lo spirito di Dio.

Tutto ruotava attorno a questa idea centrale ed eravamo convinti che gran parte della sua efficacia consistesse nel trovare il modo per facilitare questo felice incontro.

Inizialmente da solo, e in seguito con qualche altro, ci proponemmo di studiare il posto e il modo più adatto per raggiungere il nostro obiettivo in maniera rapida, semplice, agile e attraente.

A quel tempo, il consiglio superiore dei giovani di Azione Cattolica era stato invitato dal suo presidente nazionale Manuel Aparici, che in seguito diventò sacerdote e consigliere dello stesso organismo superiore, a convocare a Santiago di Compostela 100.000 giovani disposti a vivere in grazia di Dio; questo in risposta alle affermazioni che papa Pio XI aveva fatto nell’enciclica Con viva ansia, del 1937, sulla situazione della Chiesa nel Reich tedesco; in essa si diceva che il mondo aveva bisogno di una cristianità che potesse essere, con le sue solide virtù cristiane, esempio e guida.

Una delegazione di giovani di Azione Cattolica andò a Roma per promettere al Santo Padre che sarebbe stata la Spagna a offrire quella cristianità che il papa desiderava.

Per questo, approfittando delle vacanze di Natale e di Pasqua, si recavano nelle diverse diocesi tenendo cursillos che duravano una settimana; quando li tenevano a livello diocesano si chiamavano “Adelantados de Peregrinos”; a livello parrocchiale, invece, «Jefes de Peregrinos»; lo scopo era interessare i giovani all’ideale del pellegrinaggio a Santiago e, in quegli anni, divennero famose le espressioni: «A Santiago, santi» e «Andare in pellegrinaggio non è niente, andare in pellegrinaggio con fede è aprire una strada».

Quando fu tenuto il primo di quei cursillos a Mallorca, nonostante fossi stato invitato, non volli andare. Anzi, non facevo parte dell’Azione Cattolica e il suo modo di essere e di fare non mi spingeva ad entrarvi.

Quando fu tenuto il secondo cursillo di quel tipo, l’anno seguente, il presidente insistette molto perché ci andassi e ci andai. Vidi in quei giovani uno stile e un modo di fare disinvolto e allegro che mi convinse.

Così, qualche tempo dopo, quando fu tenuto di nuovo a Mallorca un altro cursillo come i precedenti, fui invitato a partecipare. Quella volta però fu aggiunto allo schema il contributo del volume Studio dell’ambiente e altre cose; chiaramente si svolgeva in un’ottica molto diversa dai precedenti.

Non potevo sottrarmi al preoccupante pensiero di ciò che sarebbe accaduto dopo il grande pellegrinaggio e con altri amici ci chiedevamo: e dopo Santiago, cosa accadrà? Da quei cursillos ricavammo l’idea che per essere ascoltati, per comunicare le nostre idee – non quella dei cursillos che, come avevamo detto, agivano su un altro piano e avevano uno scopo specifico diverso – dovevamo farlo non a base di conferenze o spiegazioni, ma convivendo con coloro che volevamo contagiare, radunarli in un luogo isolato e formare dei gruppi per facilitare il dialogo e la partecipazione di tutti. Prendemmo dai cursillos anche il tema di alcune conversazioni perché non potevamo farne di nuove e dovevamo adeguarci esattamente al loro ritmo, ma nello stesso tempo studiavamo come animarle e sveltirle.

Autore: cursillos padova

Movimento di Chiesa finalizzato all'evangelizzazione degli ambienti.

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