Cursillos di Cristianità

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Intervista a Eduardo Bonnin – 5° parte

Intervista a:  EDUARDO BONNIN  fondatore di Cursillos de Cristiandad   (5° parte)

13. Normalmente si pensa che il Vangelo sia qualcosa per specialisti. Il suo carisma per chi è?
Perché laici e consacrati lo vivono insieme?

Scopo del Movimento dei Cursillos è stato, fin dall’inizio, di far giungere la Buona Notizia del Vangelo a tutti gli uomini e le donne del mondo, senza distinzione. Il carisma dei Cursillos de Cristiandad è per tutti; nel nostro linguaggio interno siamo soliti dire che, se vanno le persone che chiamiamo «locomotrici», allora possono andare anche i «vagoni». Dove e quando il carisma dei cursillos è stato sentito dai sacerdoti e dai laici, si è sempre avuta una unione feconda per gli uni e per gli altri. La preoccupazione viva e assillante che tutti i chiamati ai cursillos possano conoscere e vivere in grazia di Dio, alimenta l’amicizia sincera e fa scomparire molti pregiudizi e malintesi.

La cosa più singolare dei cursillos è che sono seguiti da persone di ogni tipo e che in essi viene spiegato solo l’essenziale, ciò che chiamiamo «il cristianesimo fondamentale».

Restando sempre concreti e cercando di puntare sulla singolarità, l’originalità e la creatività personale e concreta di ognuno.

Operando affinché la persona, quando si rende conto del bene e del male che può ottenere scoprendo ed esercitando la propria libertà, non si trovi sola, ma con lo Spinto di Dio.

Precisando e spiegando la via della stima che il denaro svaluta e prostituisce.

Valorizzando ciò che vale al cambio che non cambia mai, cioè quello che si valorizza in base ai valori del vangelo.

Comunicando a più persone possibili la buona notizia che Dio ci ama, espressa con il mezzo migliore, l’amicizia, rivolta al meglio di ciascuno, la sua singolarità personale, la sua capacità di convinzione, di decisione e di costanza. Sapendo che il triplice incontro che si fa durante il Cursillo, con se stessi, con Cristo e coli i fratelli, si sta trasformando in amicizia, amicizia con se stessi, con Cristo e con i fratelli.

Questo, con la fedeltà alla grazia, ci offre un criterio cristiano che rende più facile e sicuro un orientamento preciso, ci offre la chiarezza necessaria e lo stimolo costante per risolvere qualsiasi problema alla luce di Dio.

Allora a poco a poco si capisce che Cristo è venuto nel mondo per procurarci la vera felicità, semplificandoci il cammino e dandoci i mezzi necessari. E sperimentiamo che, con Cristo interiorizzato, vissuto attraverso la grazia, possiamo stare male e sentirci bene. Siamo chiamati a rendere trasparente la tenerezza di Dio.

14. Come giudica, oggi, il suo rapporto con Dio? 

Il mio rapporto con Dio si manifesta nei miei rapporti di sincera e profonda amicizia con gente emarginata, soprattutto prigionieri, drogati, alcolisti; non mi è mai capitato di insegnare loro niente, ma cerco di approfittare di ciò che posso imparare. Molti di loro sono maestri nella virtù di saper aspettare, altri hanno saputo perdonare offese inimmaginabili, altri sperano contro ogni speranza e molti, anche con il cuore sanguinante, danno la precedenza alla possibilità di procurare gioia agli altri, cercando di addolcire un po’ la loro vita amara.

Credo che questo contatto, che ho cercato di realizzare con tatto, senza paternalismi, ma con fraterna e amichevole vicinanza, mi abbia avvicinato molto a Dio, alla preghiera, ai sacramenti, al rapporto vivo con Lui, nella sua Chiesa.

15. Come le viene incontro Dio nel suo cammino? 

Oggi, come ieri e come sempre, vedo, o meglio, sperimento il rapporto con Dio attraverso il dono che mi fa di poter vivere nella sua grazia, che cerco di rendere cosciente e ravvivare con la preghiera e la frequenza ai sacramenti.

Mi è sempre sembrato strano e difficile da capire che si debbano cercare motivazioni attuali di tempo e persino di luogo, per spingere le persone all’amore di Cristo.

Sinceramente credo che se si desse la precedenza alla motivazione suprema, se cioè le persone arrivassero a captare la meravigliosa realtà dell’amore che Dio ha per loro e se tutto fosse realizzato in questa linea, approfondendo, studiando ed esplicitando mezzi, si otterrebbe da ciascuno molto di più ed ogni cristiano, invece di incrementare il «religioso» attorno a se, otterrebbe la cristianizzazione dei cuori e delle menti di molte persone.

Mi ha sempre incuriosito l’idea di usare animatori per muovere le comunità cristiane. Credo che se queste energie fossero usate perché ciascuno possa incontrare se stesso e scoprire le proprie qualità, gli si semplificherebbe il cammino per imparare a ringraziare per esse e sarebbe in condizioni di accettare perfino con ottimismo i propri limiti.

Questo è il modo migliore perché ogni persona possa, in base alla risposta che dà alla suprema verità dell’amore di Dio per lei in Cristo, avere e disporre di un criterio cristiano con cui discernere qualsiasi avvenimento alla luce del vangelo.

Di amare si ha certezza, di essere amati sia ha fede. Chi ama dubita di tutto, chi si sente amato non dubita di niente.

Quando una persona sperimenta questa realtà e la fede di essere amata da Dio in Cristo diventa il motore, l’orientamento e la meta del suo vivere, allora capisce che essere cristiano non è solo sapere che un giorno dovremo rendere conto, ma che è vivere rendendosi conto di vivere e questo la spinge a rendere grazie a Dio. Se affrontiamo la vita con questo atteggiamento, allora ci rendiamo conto che la vita è bella, che la gente è importante e che vale la pena vivere. 

16. Allora è indispensabile appoggiarsi al vangelo… 

Per me il vangelo è sempre orientamento sicuro, luce chiarificatrice e stimolo costante in tutte le situazioni della vita. Il mio scopo di sempre è poter recitare il Padre nostro ogni giorno con verità.

17. Cosa vuol dire evangelizzare, oggi? 

Secondo me significa quello che significava ieri e che significherà domani. Il vangelo non cambia, siamo noi che dobbiamo cambiare. Il vangelo è sempre nuovo e ci rinnova. Cambiano invece i mezzi. Vedo che la difficoltà di oggi è che l’uomo stima più l’immediato che il vero, ma questo succede perché nel mondo tutto è disposto perché l’uomo non pensi, non possa disporre di tempo per pensare, per poterlo manipolare e proporgli qualsiasi cosa, purché non si eserciti ad essere uomo.

Per evangelizzare quest’uomo, allora, non basta parlargli del vangelo, ma bisogna metterlo nelle condizioni di poter captare il messaggio di Cristo perché in mezzo al suo vivere complicato, possa scoprire che il vangelo è orientamento sicuro per usare la sua libertà ed essere più felice, luce per trovare l’equilibrio necessario perché nel suo intimo ci sia pace e stimolo costante per interpretare i fatti che gli accadono, buoni o cattivi, alla luce della fede.

Autore: cursillos padova

Movimento di Chiesa finalizzato all'evangelizzazione degli ambienti.

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