Cursillos di Cristianità

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Intervista a Eduardo Bonnin – 6° ed ultima parte

Intervista a:  EDUARDO BONNIN  fondatore di Cursillos de Cristiandad   (6° ed ultima parte)

18. Infine, che riflesso ha il suo carisma all’interno del mondo moderno? 

Sebbene non sia evidente, non voglio dubitare delle buone intenzioni di coloro che hanno sempre cercato di sfruttare la generosità personale dei nuovi convertiti, orientandola, non verso il mondo dove vivono e dove si trovano, ma verso gli impegni intraecclesiali; dall’insegnare il catechismo al far visita alla terza età, c’è tutto un ventaglio di attività che necessitano di persone generose; cosa c’è di meglio, allora che ricorrere ai cursillisti? Questo fa sì che trovino soddisfazione in quello che fanno, si sentano appagati, arrivati e così la dinamica della loro conversione, che dovrebbe essere continua, si ripiega su se stessa, soddisfatta del bene realizzato.

Sarebbe invece molto diverso e più efficace, ne siamo convinti, se il cursillista fosse orientato verso il mondo, verso il suo mondo, verso l’ambiente dove vive, per viverlo da cristiano con naturalezza, spontaneità e gioia.

Invece è stato fatto quasi sempre il contrario: il cursillista è stato impegnato nella Caritas, nella catechesi, nel coro parrocchiale, ecc. Tutto questo porta, con una certa quasi disperante regolarità, all’alternativa seguente: se è molto lesto non è molto santo, se è molto santo e dice di si a tutti, può dire addio alla moglie, ai figli, ai compagni di lavoro e agli amici, perché non avrà più molto tempo per loro. Forse, così diventerà molto santo ma, a mio modesto avviso, non come ne hanno bisogno il mondo e la Chiesa oggi.

Stando così le cose, quelli che erano nel mondo della cultura, della politica, dell’economia e della stessa vita sociale, sono stati sradicati da dove Dio li aveva piantati e trapiantati in un luogo pio. Quando a qualcuno di loro viene in mente qualcosa, dal momento che hanno le loro idee e la propria personalità, gli viene detto di pregare; non voglio pensare che questo venga detto perché chi prega non disturba o perché a un prete fanno più comodo venti persone obbedienti che uno che ha le proprie idee con spessore cristiano ed evangelico, in grado di essere, vivendo personalmente in grazia, luce, sale e fermento tra i suoi compagni di professione e i suoi amici, influendo in maniera efficace nel proprio ambiente.

Non posso fare a meno di pensare che se la cultura, la politica, l’economia e la vita sociale, non possono contare su persone che siano davvero cristiane con convinzione, decisione e costanza, non si va molto lontani. Questo non vuol dire che l’unica via per riuscirci siano i cursillos, ma è anche vero che dove sono stati usati secondo le loro finalità, è stato raggiunto lo scopo che fin dall’inizio ci ha attirato e ci attira ancora; lo diciamo con un’espressione di un certo padre Beda Bernegger: “Se il cristianesimo è capace di dimostrare all’esterno che può unire in uno stesso spirito di famiglia persone di diverse classi sociali, il professore e l’artigiano, l’impiegato pubblico e il bracciante, la donna d’affari e la casalinga, la forza stessa della cosa diventerà un impulso irresistibile e si trasformerà nel più perfetto strumento di apostolato”. 

19. In che rapporti è con chi non ha fede, o chi appartiene a un’altra religione o a un’ altra confessione cristiana? 

Ottimi, migliori che con i cristiani di sempre che si credono – voglio supporre in buona fede – ormai arrivati e sono convinti che le pratiche religiose siano una meta e non un mezzo per poter arrivare. Che stentano a credere che un cristiano debba convertirsi un po’ ogni giorno. Che tutto ciò che riguarda Dio si capisce meglio sapendo credere che credendo di sapere.

Una cosa di cui non ringrazio mai abbastanza Dio, e certamente uno dei regali più belli che mi ha fatto, è l’essere stato invitato ripetutamente dai nostri fratelli protestanti degli Stati Uniti. Fratelli separati, che chiamerei fratelli desiderati.

Mi hanno invitato più volte, e ho sempre accettato, perché spiegassi loro cosa è e cosa vuole il nostro Movimento dei Cursillos. Ogni volta c’è stata una calda e fruttuosa convivenza che ha fatto del bene a tutti. Ho potuto parlare in piena libertà, notando una grande differenza dalle riunioni ad «alto livello» dell’OMCC, dove non ci hanno mai ascoltato e dove vengono impartite norme secondo una linea diversa da quella che abbiamo sempre voluto e che continuiamo a volere noi fondatori.

20. Quali sono le sfide della Chiesa di oggi? 

Molte volte mi sono chiesto di cosa ha più bisogno il mondo di oggi: se di alcune persone di Chiesa o di una Chiesa di persone. Ma di persone che siano davvero tali, uomini e donne capaci di convinzione, di decisione, di costanza.

Ci fu un tempo in cui sembrava di dover usare le cose umane per proteggere quelle divine.

Oggi constatiamo che solo le realtà divine, fatte vita nelle persone che le accettano con convinzione e le realizzano con decisione e costanza, possono dare il criterio giusto perché le scoperte scientifiche e tecniche abbiano lo spessore umano necessario per contribuire a un vero progresso, in cui tutti gli uomini si sentano fratelli.

Credo sinceramente che l’unica istituzione che abbia tutti i requisiti necessari per poter essere un’autostrada sicura, chiara e solida verso il futuro sia la Chiesa cattolica, purché sia sempre rivolta verso le persone del mondo, più che verso il mondo delle persone e non voglia essere ed esistere solo per se stessa.

21. Secondo lei la Chiesa è pronta ad affrontare il futuro? 

Poiché il diavolo non va in vacanza nemmeno a Natale ed è sempre in agguato come “leone ruggente”, i cristiani non possono dormire.

A mio modesto avviso, i pericoli sono sempre stati gli stessi, quelli prodotti dall’assenza di Dio nell’intelligenza e nel cuore degli uomini. Di fronte a qualsiasi avvenimento negativo dei molti che si verificano oggi, ieri e sempre, e che hanno la stessa causa se ci pensiamo bene, non resta che arrivare alla conclusione a cui arrivarono le sorelle di Lazzaro quando Cristo andò a casa loro dopo la morte del fratello: “Se tu fossi stato qui, nostro fratello non sarebbe morto”.

Ho sempre pensato che quando, per la debolezza degli uomini, la Chiesa non è stata umana, non è stata cristiana. E quando il cristiano non è umano, non è nemmeno cristiano.

Credo che il cristiano ci sia – occupi un posto nel tempo – quando le onde del mare del mondo si infrangono contro frangiflutti di una convinzione cristiana. L’importante è che l’uomo che vive nel mondo, in quella porzione di mondo dove l’ha posto Dio, possa constatare l’attrattiva formidabile che esercita e si manifesta quando si realizza la meravigliosa convergenza dell’umano con il cristiano e del cristiano con l’umano. Gli avvenimenti negativi, possono diventare buoni nel cuore dell’uomo.

Da figlio della Chiesa, voglio seguire in tutto e per tutto gli orientamenti dati dal Papa per il terzo millennio.

Ottenere che persone diverse si incontrino con se stesse, con se stessi, con Cristo e con i fratelli è certamente un grande modo per prepararci tutti meglio e poter seguire con più convinzione e maggior entusiasmo gli insegnamenti della Chiesa.

Autore: cursillos padova

Movimento di Chiesa finalizzato all'evangelizzazione degli ambienti.

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