Cursillos di Cristianità

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L’ULTREYA NELL’AMBITO DELL’OPERA DEI CURSILLOS – parte 2

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(segue dall’articolo precedente)

Quello che l’Ultreya non è.

Alla luce di questi principi, e con la quantità di verità che irradiano, si ricava chiaramente, dalla sua stessa natura, quello che l’Ultreya non è.

L’Ultreya non è fatta per formare (attenzione che diciamo “per”). Non si pretende – non si può pretendere – di mettere su l’Ultreya PER dare, a coloro che vi partecipano, una adeguata formazione, se per formazione si intende una semplice – o complessa – istruzione. L’Ultreya è per tutti; il sapere invece, nei cristiani, deve essere a misura di ciascuno. Da qui che non può impartire un tal genere di fredda istruzione, con il rischio che metta in pericolo e crolli la sua efficacia.

Ma non è che l’Ultreya non formi. Per formare è molto più efficace suscitare desiderio di conoscere che offrire un insieme di conoscenze. Il Fondamento Cristiano – non dimentichiamolo – istruisce, insegna ed educa di per se stesso, per la semplice ragione che dà una mentalità e responsabilizza.

L’Ultreya non è fatta neanche per inquadrare. L’Ultreya non è uno stratagemma escogitato perché si possano inquadrare i Cursillisti allo scopo di compiere qualcosa; si tratta invece di ottenere che coloro che fanno qualcosa, lo facciano in Grazia e con grazia, cioè da cristiani secondo la propria inclinazione. Più che prescrivere a ciascuno il frutto da portare, ci sta a cuore assecondarne l’inclinazione in modo che, vivendo in Grazia, possa darlo buono.

Significherebbe ignorare o oltrepassare l’estensione del Fondamento Cristiano, fare Cursillos – o Ultreyas – PER fornire di membri le Organizzazioni, invece che per fare alla Chiesa membra vive e vivificanti, che, dopo, se Dio vuole, quando e come lo vorrà, possano rendere vitali le varie organizzazioni, i vari ambienti, le varie strutture.

Questa prospettiva – più ampia – favorisce ogni scopo secondario: ci guadagniamo tutti se si può contare su un Movimento che rende i cristiani più coscienti, più responsabili, tali da vertebrare cristianità.

L’Ultreya edifica cristianità con il rendere i Cursillisti più amici e più cristiani. L’inquadramento presuppone un “come”;  l’Ultreya serve per sostenere il “perché”.

Tanto meno è fatta per controllare. L’Ultreya non è un posto di blocco per controllare se i cursillisti “stanno in orbita”, e dove li si riempie di colpi di pungolo, come le bestie da lavoro svogliate, se non ci stanno.

Nelle Ultreyas dove, per sapere più facilmente chi partecipa e chi non partecipa, si fanno le Riunioni di Gruppo “con chi ti dicono”, non si potrà mai ottenere la naturalezza, la spontaneità e l’autenticità che scaturiscono, con ininterrotta continuità, quando, più che l’efficienza organizzativa, si cura il clima che si respira, e più della disposizione da rispettare, la corrente che trascina con se. In tal caso si evita ogni violenza morale; vi è solo orientamento.

Si può obiettare che nell’altro modo esiste più controllo, più uniformità, minor rischio. E’ vero; ma la questione è che i partecipanti all’Ultreya occorre non controllarli, ma infervorarli; non che siano uguali, ma se stessi; non prodotti standardizzati, ma membra vive.

Non è sufficiente l’Ultreya mensile. Affinché lo choc e la “messa in moto” che normalmente riceve una persona al cursillo, possano trovare una adeguata continuazione, il cursillista ha bisogno di costante chiarezza nelle sue motivazioni e di rinvigorimento dello slancio per venirle realizzando nella propria vita.

Gli Atti degli Apostoli ci descrivono i primi cristiani che si radunano quotidianamente nel Portico del Tempio. Come è combinata la vita oggi, questo è sicuramente impossibile. Non possiamo tuttavia dimenticare che fa parte del FONDAMENTO CRISTIANO che si conviva tutto quello che si vive cristianamente. Bisogna rendere presente nella vita ordinaria la realtà che si vive attraverso la Comunione dei Santi. L’incontro settimanale è quello che può garantire, nei limiti delle possibilità umane, che la convivenza, oltre ad essere possibile, è reale ed efficace: la cadenza settimanale è perfettamente compatibile con il bisogno che si sente di ritrovarsi con i fratelli e con la possibilità di soddisfarlo, in una forma normale e gradevole, senza difficoltà troppo impegnative.

In tal modo, la persona media di oggi – sempre occupata ed assorbita nel suo mondo familiare, professionale o sportivo –  può ricevere un regolare rinforzo nel diventare sempre più “se stesso”, man mano che diventa sempre più cristiano. Questo gli rende possibile il piacere di sentire la risonanza della vita della Chiesa nella propria vita e di aggiungere la sua nota personale al concerto della Chiesa.

Se l’ultreya si celebra solo mensilmente, ne viene in gran parte snaturata la sua finalità, poiché una cosa che si deve promuovere faticosamente ogni volta, con la dedizione di un gruppo di “eroi”, non potrà costituire pista adeguata di cristianesimo consueto; se invece di prodigarsi tanto, avvisando e insistendo tanto sull’opportunità di partecipare, gli “eroi” si impegnassero a fondo nell’applicare il metodo nella sua semplicità, con molto minor sforzo si ritroverebbero con un risultato incomparabilmente migliore.

Se, all’ingresso di un bar, fosse esposto un cartello con su scritto: “In questo esercizio si consuma gratis il caffè nel primo giovedì di ogni mese”, non occorrerebbe certo essere un’aquila per immaginare che cosa accadrebbe il più delle volte ad una persona qualunque: se ne ricorderebbe il giorno successivo a ciascun primo giovedì del mese. Diversamente andrebbe la cosa se il caffè gratis fosse offerto tutti i giovedì.

Vi è anche un altro motivo: se l’ultreya è mensile, succede che chi manca una volta, anche se per effettiva impossibilità, si trova costretto a passare due mesi senza la ricarica spirituale ed apostolica che produce l’Ultreya. Ed è pertanto umanamente naturale e logico che, quando ce se ne rende conto, sia ormai “scoppiato”.

(segue)

Autore: cursillos padova

Movimento di Chiesa finalizzato all'evangelizzazione degli ambienti.

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