Cursillos di Cristianità

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L’ULTREYA NELL’AMBITO DELL’OPERA DEI CURSILLOS – parte 4

 0001AP(segue dall’articolo precedente) 

si rammenta ai lettori che il presente testo è stato dato a voce nel 1965, pertanto gergo e contestualizzazione si riferiscono a quel periodo temporale

Come l’Ultreya deve essere.

Abbiamo richiamato l’obiettivo dell’Ultreya, per ricavare quello che l’Ultreya non deve essere. Passiamo ora a ciò che l’Ultreya deve essere.

L’Ultreya deve essere settimanale. In linea con il ritmo attuale della vita. Come accade con i programmi televisivi, la vita normale si svolge in cicli settimanali. I consigli di amministrazione di grandi imprese, come i particolari più insignificanti della vita famigliare, si suole avere per norma fissarli in un giorno della settimana.  E’ abituale che nel concordare un appuntamento o nel richiedere un’intervista, ci si dica: “No, martedì non può essere; è il giorno che noi soci ci riuniamo per discutere dell’andamento dell’azienda”, o “sabato pomeriggio è impossibile perché di solito vado al cinema con mia moglie”. Le signore poi sanno bene che è abituale nelle case, fissare un giorno della settimana per la pulizia a fondo delle stanze, per fare il bucato o per fare gli acquisti.

Nell’ambito vitale dell’arco di tempo in cui si organizza normalmente la nostra vita, ci deve essere una parte dedicata al fondamento cristiano, perché non perdiamo mai di vista il significato autentico degli avvenimenti e delle cose, e veniamo imparando a gradirle e ad offrirle al Signore.

L’Ultreya non è stata inventata per complicarci la vita, ma al contrario per semplificarla. Se la veniamo comprendendo in tutta la sua elementare semplicità, ci rendiamo conto che non ci andiamo né per correggere, né per insegnare, né per rifilare “rollos”, né solo per sorbirci quelli che ci vengono rifilati. Quello che conta è condividere e contagiare l’opera della salvezza di tutti gli uomini. Nell’Ultreya questo ideale diventa la prima preoccupazione e la più appassionante avventura.

E’ salutare ritrovarci ogni settimana per guardare come ci guarda Dio. Allora conta solo il voler essere santi, non il sapere, né l’avere, né l’apparire. Si tratta di vivere insieme quello che si vive; questo spalanca una larga via all’amicizia con Cristo e ad ogni bene che ne deriva. Ci si sente forti dell’amore a Dio ed ai fratelli; ci si sente capaci perché l’amore è ricco d’espedienti; ci si sente utili perché servire gli altri riempie di gioia.

L’Ultreya deve essere interparrocchiale nelle zone ove vi è più di una Parrocchia. La grandezza della impresa richiede la collaborazione di tutti. Non possiamo cedere alla tentazione di “atomizzare” il Movimento dei Cursillos per comprimerlo nella struttura parrocchiale che, nella vita moderna, almeno sotto questo aspetto, risulta ormai tracimata.

Sono così numerose le tristi esperienze che si hanno di questo, che sarebbe mancanza di carità non farle conoscere; sarebbe deplorevole se per mancanza di informazione o di riflessione si seguitassero a fare tali “tentativi”, che, per seguitare a “tentare” senza voler riflettere, sono costati troppe vittime.

Nella capitale diocesana, e ovunque altro sia possibile, il “midollo” dell’Ultreya è costituito dai Dirigenti della Scuola, come il Segretariato lo è della Scuola. Questo, che è vitale per la crescita della cristianità, non si può ottenere se, invece di radunare possibilità, ci sparpagliamo in attività più o meno cristiane che sono prive del mordente capace di influire sul mondo attuale con la forza e l’efficacia dei Cursillos, quando i cursillisti hanno un Ultreya correttamente orientata.

Se si vuole avere, e dare, vera prospettiva di Chiesa Universale, è indispensabile che la cristianità locale conviva unanimemente le proprie vivenze in una unica Ultreya.

L’Ultreya deve essere unica. Il Movimento dei Cursillos, come ci ricorda Mons. J. Hcrvas in “Interrogantes y problemas sobre los Cursillos de Cristiandad” (Interrogativi e problemi relativi ai Cursillos) deve iniziare in una zona con gli uomini. Una volta affermato, vale a dire, quando si sarà superato il pericolo che il Movimento possa essere considerato “cosa da donnette”, si deve pensare, con il benestare della Gerarchia, a coinvolgere nell’avventura anche le donne. Non dobbiamo dimenticare che di fronte a Dio, vi sono solo anime. Si tratta di vertebrare cristianità e l’essere vertebra non è condizionato né dal sesso, né dall’età. Nella Costituzione Dogmatica sulla Chiesa, il Concilio ha sottolineato l’universalità della chiamata alla Santità.

Nell’unicità dell’ultreya, è superfluo ricordare che le Riunioni di Gruppo devono farsi separatamente; gli uomini con gli uomini e le donne con le donne.

L’Ultreya deve essere vivenziale. L’ Ultreya è polo di sviluppo di santità, attraverso cui la cristianità si apre a possibilità inimmaginabili. E’ una concentrazione di realtà cristiana, in vista della sua più efficace irradiazione.  E’ una via per esprimere, amandoci l’un l’altro, ciò in cui crediamo. E’ l’occasione in cui diventa possibile che la cristianità viva nel clima e al ritmo che suppongono “Gli atti degli Apostoli” e che esige la vita attuale.

In essa e per mezzo di essa si possono collegare vitalmente tutte le Riunioni di Gruppo dischiudendo ad ognuno le possibilità apostoliche che gli faranno dare il massimo. In essa e attraverso di essa, in comunione di vita e di preghiera, ciascuno acquisisce una consapevolezza più viva della sua posizione e della sua responsabilità allinterno del Corpo Mistico di Cristo, sia attraverso l’ammirazione per quanto di Cristo manifestano coloro che sono più santi di lui, come anche per mezzo dell’inquietudine per quello che manca a coloro che lo sono meno di lui.

In essa e per mezzo di essa diventa semplice scoprire, promuovere e contattare i possibili Responsabili. (segue)

Autore: cursillos padova

Movimento di Chiesa finalizzato all'evangelizzazione degli ambienti.

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