Cursillos di Cristianità

Benvenuti nel sito ufficiale dei Cursillos di Cristianità – diocesi di Padova


crocifisso s. mani e piediDa ieri, 19 novembre, si sta celebrando il 68° Cursillo Uomini, ti ringraziamo per il costante e fedele accompagnamento nella preghiera e ti attendiamo alla

CHIUSURA  

 presso Villa Immacolata alle ore 17,30, puntualissimi! Per la conoscenza dei nuovi fratelli e per la consegna del crocifisso. Ritroviamoci in tanti per circondarli di calore amichevole.

Indirizzo: Villa Immacolata  Via Monte Rua, 4 – Torreglia Pd


2 GIUGNO E’ … CONVIVENZA GIOIOSA!

SAM_5213Il 2 giugno ti aspettiamo, con i tuoi amici, presso il patronato di Valle San Giorgio (zona Baone – Colli Euganei).

In semplicità condivideremo la gioia dell’amicizia!

Pranzo a base di grigliata mista …. per la grigliata, le bibite e la stoviglieria ci pensiamo noi, tu pensa a completare con altri gustosi manicaretti. 

Per ovvie ragioni organizzative è molto gradita la confermacontattando i responsabili della tua zona oppure rivolgendoti alla mail: cursillos.pd@gmail.com


BENE O BENE, BUONI?

images (31) Oggi si usa porre il “Mi piace”.

E allora: mi piace, che quest’anno gli orientamenti pastorali della nostra diocesi invitano ad allenarci a individuare, lodare e ringraziare “il Bene che c’è tra noi”. Ci sto provando.

Il mio camminare quotidiano mi porta ad attraversare diversi ambienti tra cui il Cursillo, di cui amo approfondire sempre più la conoscenza del Carisma.

Cosa strana: più mi ci addentro più sembra aumentare la necessità di conoscere e ad ogni nuova porta aperta si spalanca un orizzonte di preziose intuizioni che non terminano mai. Forse perché è cosa di Spirito Santo?!

Per Natale ho ricevuto in dono due libri di E. Bonnin: “Riflessioni II” e “Evidenze dimenticate”. Lo scritto in spagnolo non mi è di ostacolo, la grande voglia di sapere mi ha consentito di imparare a comprendere la lingua anche se non la “practico”, inoltre apprezzo lo stile di Eduardo: secco, secco che impone l’applicazione del tuo cuore, della tua Fede e delle tue forze per comprenderlo. Que detalle!

In una delle prime pagine di “Evidenze dimenticate” si legge: “per fare bene il bene, bisogna essere buoni”.

Ma come?! Normalmente si pensa che facendo il bene risulta che siamo buoni.

E invece no, Bonnin disturba perché inverte il pensiero comune e ci costringe a fare i conti con la parte più intima di noi stessi. Non è così?!

Rileggendo attentamente la frase, impastandola con la nostra vita, ci si accorge che a volte, può capitare, facciamo il bene perché: gli altri si aspettano questo, è “politically correct” in ambiente cristiano, in fondo frequentando la chiesa ci si comporta così … ma io perché faccio il bene? Ed è un bene, da buono?

L’incontro con la parte intima di noi stessi è un processo alquanto lungo e difficile, forse non ci basterà tutta la vita. Però è un passaggio indispensabile. Ed è un passaggio da rinnovare, come ogni incontro.

Ad alcuni può sembrare inopportuno, altri lo evitano e qualcuno non ci riuscirà mai. Ma dobbiamo provarci.

Non è un caso che i tre giorni del Cursillo iniziano con il ritiro, esso ci accompagna a incontrare il nostro io più intimo per poi consentire di scoprire ciò che abita in noi: Dio.

La RdG settimanale aiuta anche in questo, cioè a perseverare e far perdurare questo cammino. Passo dopo passo scopriremo se siamo realmente buoni, impareremo ad esserlo e così faremo bene il bene. Provando giorno dopo giorno, cadendo e risalendo.

Scoprire il Bene che c’è tra noi, e anche in noi, aiuta ad accogliere il prossimo e dare valore alle persone. La RdG aiuta la nostra persona perché da qui, dal nostro intimo, ha origine il nostro bene.

Fare il bene da buoni significa anche non aspettarsi di essere notati, non aspettarsi un grazie, non ritenere di essere a credito di qualcosa. Il bene, fatto bene, è gratuito e non pesa.

San Vincenzo de Paoli diceva: “I poveri mai vi perdoneranno il bene che avete fatto loro”.

Anni addietro in un rollo Eduardo disse: Poi ci sono i cristiani della “domenica”, quelli che fanno la carità, le adozioni a distanza. E che quando muoiono sono convinti di arrivare in Paradiso a presentare il conto al Signore “io ho fatto questo … ho fatto quest’altro … ho fatto tanti cursillos, rettore, coordinatore territoriale per cui a questo punto mi spetta questo posto in paradiso, le ferie e la pensione” ovviamente mi sa che questo non può succedere anzi dovremo evitare di dire che abbiamo lavorato per il Signore, in realtà dobbiamo ringraziarlo perché ci ha utilizzato. Non dobbiamo essere come il fratello maggiore che … anzi dovremmo dire papà ammazza due vitelli grassi.

Continuo con Papa Francesco, 30 aprile 2015: Perché è vero, Dio fa festa! Dio fa festa. E qualcuno sente anche gelosia di questo: pensate al figlio più grande di quel padre misericordioso che ha fatto festa perché quell’altro che aveva portato via tutti i soldi, che li aveva spesi nella “bella vita”, torna senza niente…. E fa festa. E’ una cosa strana del nostro Dio! Fare festa quando viene un peccatore grosso. Questo è buono!

Io continuo la mia riflessione, provate anche voi … oggi ho fatto bene il bene, da buona?

Ultreya. D.P.


SSN … servizio sacerdotale notturno

Basilica del VotoDa qualche mese Saverio ed io diamo una mano in quello che si potrebbe paragonare al 118 dello Spirito.

Il primo lunedì del mese (un mese io, un mese Saverio) alle 10 della notte andiamo vicino al Centro Storico di Quito. Alla fine di una difficile salita sorge la “Basilica del Voto”. Una chiesa neogotica costruita alla fine dell’800 da uno dei Presidenti dell’Ecuador che consacrò (anche nella Costituzione della Repubblica) tutta la nazione al Sacro Cuore di Gesù. Nella cappellina c’è l’Adorazione continua e nella sacrestia della cappellina si riunisce una gruppo di volontari, quattro laici e un sacerdote. Ci si saluta, si prega insieme e dopo si aspetta. Qualcuno dorme, ci si turna per rispondere al telefono. Da piú di un anno c’è un numero verde. Dalle 10 di sera alle 6 del mattino. Se qualcuno è in fin di vita e desidera confessarsi o ricevere l’estrema unzione è sufficiente che un familiare chiami e subito il sacerdote, accompagnato da due laici, sale in macchina per recarsi o alla casa o all’ospedale. Il centralinista risponde, accerta che non sia una presa in giro o uno scherzo di cattivo gusto, raccoglie tutti i dati, spiega la strada e via. Nella cappellina dell’Adorazione ci sono sempre delle persone che pregano, quelli che vanno in macchina a dare il sacramento sanno che sono accompagnati dall’alto.

Saverio ed io non abbiamo iniziato da molto. Fino ad ora sono andato tre volte. Mi impressionano i laici che mi accompagnano. Papà, lavoratori, una volta anche un avvocato. Se la mattina io ho sonno facilmente riesco ad organizzare i miei impegni per riposare un po’. Loro alle 6, quando il turno finisce, corrono a lavorare. Non ho mai sentito lamentarsi nessuno anzi si vede la soddisfazione di aver fatto qualcosa di buono nei loro occhi arrossati dal sonno.

Quando arriviamo nella casa o nella stanza dell’ospedale mi aiutano a prepararmi, mi accompagnano nella preghiera, conversano con i familiari del malato. Senza dire stupidate o frasi fatte ma condividendo le parole che accompagnano il dolore a bassa voce. L’altra notte, alla seconda uscita, siamo arrivati troppo tardi. Il papà era morto da pochi minuti. C’era il figlio ad assisterlo nella clinica. Abbiamo pregato insieme, ho dato la benedizione al corpo. Il figlio era scosso e ogni due secondi mi domandava se il papà sarebbe andato o no in Paradiso. Io cercavo di consolarlo, lasciando che si sfogasse. Si inserisce nella conversazione una delle due persone che mi accompagnava e dice al figlio: “Tuo papà già sta in Paradiso, però… tu ci andrai?” e da lì la conversazione prende una direzione completamente diversa. Non più di consolazione ma di conversione. Il figlio quasi si confessa e lo sfogo non è più solo di dolore ma anche di desiderio di migliorare. Mi vengono in mente le parole del mio padre spirituale durante i primi anni come prete: “I sacramenti nel dolore (funerali, unzione degli infermi), sono uno dei momenti più alti di evangelizzazione”.

Si ritorna alla base, si dorme un poco. Poco prima delle 6 ci si ritrova nella cappellina, si prega brevemente insieme, si ringrazia il Cielo per la notte e per quello che si è fatto. Ci si saluta. Ognuno a casa sua, al lavoro o in parrocchia.

¡Hasta pronto!  … dall’Ecuador P. Giovanni O.


In attesa dell’Ultreya Europea

ue_6755qvr3Il giorno 4 agosto 2000 Papa Giovanni Paolo II ha celebrato con noi la Terza Ultreya Mondiale. Dal suo discorso abbiamo estratto:

 “La vostra presenza, tanto varia e vivace, ha testimoniato che il piccolo seme piantato in Spagna da più di 50 anni, è diventato un grande albero ricco di frutti dello Spirito… Inoltre, rimane una risposta positiva ad una domanda del mio venerato predecessore Papa Paolo VI, nella Prima Ultreya Mondiale a Roma: Il Vangelo può ancora conquistare un uomo adulto … 

Mi unisco volentieri a voi nel rendere grazie al Signore per quanto ha fatto e continua a fare nella Chiesa attraverso il Cursillo … Sforzatevi di mettere in evidenza ancora una volta la bellezza delle prime comunità cristiane, che hanno fatto dire con ammirazione  ai pagani; guardate come si amano … coraggio, Ultreya, Avanti, ve lo ripete oggi il successore di Pietro “.

Subito dopo, in risposta al Papa, Eduardo tra le altre cose disse:

  “Il Cristo del Vangelo, quello che la Chiesa ci presenta è stata la nostra bussola, la nostra motivazione e la costante guida. Questo è l’obiettivo del nostro Movimento: permettere alle persone di incontrare Cristo, per crescere e svilupparsi attraverso la grazia vissuta in maniera consapevole, profonda e contagiosa …

Il Cursillo è la migliore notizia che Dio ci ama, comunicata attraverso i mezzo più umano che è l’amicizia, indirizzata al meglio di ognuno, che  è il suo essere persona…

Tutto questo rimanendo laici, perché abbiamo capito che il più laico del laico, quello che costituisce la più vera sostanzialità della sua laicità, è il fatto di dover vivere fuori nel mondo dove i valori veri sono sconosciuti, svalutati o non apprezzati. “


DSC_0639“Mi piace rimarcare che il tipo di comunità di cui oggi ha bisogno il mondo, e quindi anche la stessa Chiesa, deve essere incentrata ed aggregata dalla gratuità, dall’interesse totalmente disinteressato; bisogna prendere sul serio le persone, una per una, per quello che sono, per il semplice fatto di essere persone, non per quello che possiedono, né per quello che sanno, e tantomeno per il loro potere, e neppure per la collaborazione che possono dare alla Chiesa, poiché tutto questo impedisce che possa essere resa trasparente, con la massima diafanìa, la tenerezza di Dio in quanto il senso della realtà coincide con il senso del Vangelo, che è l’amore.” 

Tratto dall’intervento di Eduardo Bonnín all’Assemblea Generale del Pontificio Consiglio per i Laici. Roma, 21-23 di settembre 2006.


correzione Cristiana

papa francesco

Papa Francesco sorprende sempre, tuttavia i due discorsi (non convenzionali) fatti il 22 Dicembre scorso ai dipendenti del Vaticano e alla Curia hanno ulteriormente e particolarmente colpito per la chiarezza e l’incisività. Leggiamoli attentamente.

Ci auguriamo che la “correzione Cristiana” da lui usata in modo così franco anche se fraterno dia presto, con l’aiuto di Dio, buoni frutti per il bene di tutta la Chiesa…anche nei nostri ambienti.

Udienza ai dipendenti della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per gli auguri del Santo Natale 2014

Udienza del Santo Padre alla Curia Romana in occasione della presentazione degli auguri natalizi, 22.12.2014