Cursillos di Cristianità

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Assemblea Nazionale Elettiva 2014

Smilebox_1712949Dal blog del Cursillos di Siracusa riportiamo un articolo di Gianluigi Genovese sull’Assemblea Nazionale, collegandovi al blog troverete anche tutte le foto.  

Tempo di elezioni… dopo tre anni tutte le diocesi italiane in cui è presente il Movimento sono chiamate a designare le sorelle ed i fratelli che svolgeranno nei prossimi anni il loro servizio a livello nazionale. Tempo in cui si confrontano scuole di pensiero, impostazioni, a volte diverse ma sempre in uno spirito di comunione fraterna…. leggi tutto l’articolo


Alba

fotoAlba a Palma di Mallorca, 20 marzo 2014

“La fede infatti è un’esperienza per sua natura comunitaria, che non si può comunicare in termini astratti, ma si vive in una forma concreta e si trasmette agli altri come esperienza di vita. In questi giorni noi cercheremo di vivere un’esperienza comunitaria della fede cristiana” (dal rollo preliminare)

Siamo ritornati dall’esperienza del Cursillo de Cursillos vissuto a Palma di Mallorca, occasione privilegiata per fermarci a riflettere seriamente sul nostro Carisma, dono prezioso dello Spirito Santo per tutta la Chiesa.

Abbiamo assaporato l‘ilusion di Eduardo Bonnin, un mondo a colori pieno di amici e di consapevolezza che Dio ci ama.

Siamo tornati con la testa piena di idee ed il cuore di fuoco, pronti per vivere con ancor più entusiasmo e con animo rinnovato la nostra vita negli ambienti quotidiani ed all’interno della nostra comunità cursillista… con la certezza che il sole risorge sempre!

Con l’occasione ringraziamo il Signore per questa preziosa opportunità.

Ringraziamo tutti gli amici che hanno condiviso e convissuto con noi questo Cursillo: singolarmente! 

Ciascuno è stato il tassello insostituibile che ha reso indimenticabile quest’esperienza.

A tutti … Buen camino y Ultreya siempre!  da Roberta, Antonino e Giuliana, Berta e Renato, Zefferino e Daniela con Sara

“Quando una persona sperimenta questa realtà e la fede di essere amata da Dio in Cristo diventa il motore, l’orientamento e la meta del suo vivere, allora capisce che essere cristiano non è solo sapere che un giorno dovremo rendere conto, ma che è vivere rendendosi conto di vivere e questo la spinge a rendere grazie a Dio. Se affrontiamo la vita con questo atteggiamento, allora ci rendiamo conto che la vita è bella, che la gente è importante e che vale la pena vivere” (Eduardo Bonnin) 


Precursillo

pescatore-di-uominiIl Precursillo non si esaurisce in una metodologia, così non dev’essere.

E’ frutto di un cammino.

In sede di Scuola Responsabili desideriamo comprendere meglio la panoramica del precursillo, allora chiediamo collaborazione a coloro che hanno già fatto l’esperienza del Cursillo. E’ molto semplice,  per cortesia scarica, compila e ritornarci il questionario allegato. Questionario

Grazie per la preziosa collaborazione.


Momenti vicino a Cristo …”vuoi partecipare al cursillo?”

images (8)Oggi, dopo mesi di precursillo e certa della maturazione dei tempi, ho fatto una proposta di partecipazione ai tre giorni di Cursillo. Pur ben intenzionata e già preavvisata delle date l’amica mi risponde con un gentilissimo e umanamente giustificato “vorrei…mi piacerebbe, ma non posso…la famiglia, il lavoro, altri impegni…come faccio”.

Imbarazzata e sconsolata pensando a dove ho sbagliato, torno a casa.

Di consuetudine appena ho il mio attimo di tempo leggo la Parola del giorno.

Stupefatta leggo questo testo….

(Lc 14,15-24)  In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».  Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.  Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.  Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

Oltre ciò, che sarebbe già abbastanza sia per me che…per la mia amica, in calce vi è un trafiletto curioso sul Beato don Giacomo Alberione:  “Il segreto della tanta multiforme attività fu la sua vita interiore e di preghiera. Ogni giorno pregava per almeno cinque ore(…)così sono nate dal Tabernacolo le molteplici opere(…)tutto nasce come da fonte vitale, dal Maestro Divino, così si alimenta, così opera, così si santifica(…)”. 

Così mi torna in mente un’altra Beata dei nostri giorni, Madre Teresa di Calcutta, anche lei in Adorazione per ore ogni mattina prima delle attività, perché fosse pronta agli incontri.

Anche oggi il Signore mi ha parlato, mi ha indicato la via per un corretto e fruttuoso precursillo.

Si ricomincia, per le strade, lungo le siepi, ultreya!


Intervista a Eduardo Bonnin – 1° parte

Quest’anno la Scuola Responsabili per approfondire il percorso formativo metodologico si è avvalsa dell’intervista fatta a Eduardo Bonnin, pubblicata nel libro “Segni di speranza” ed. San Paolo, 1998, di mons. Paul Josef Cordes (per più di dieci anni vicino all’esperienza dei movimenti in qualità vicepresidente del Pontificio Consiglio per i Laici).

Iniziamo la pubblicazione. Parte 1°

Intervista a: 

EDUARDO BONNIN 

fondatore di Cursillos de Cristiandad 

1. Per favore, può dirci anzitutto qualcosa di lei e del suo cammino di fede? In quale ambiente è vissuto e che tipo di formazione ha ricevuto? 

Credo sinceramente che il Signore, servendosi di circostanze normali e ordinarie, mi abbia manifestato a poco a poco la sua volontà nel corso della vita.

Sono un provvidenzialista convinto e vedo che nella mia vita non si è realizzato quasi niente degli obiettivi che mi ero prefissati da giovane, ma il Signore mi ha dimostrato, in moltissime occasioni, per non dire in tutte, di avere un gusto migliore del mio conducendomi per altre vie.

L’ambiente in cui sono nato e sono cresciuto forse è uno dei regali più preziosi ricevuti da Dio.

In famiglia eravamo dieci fratelli, tre maschi e sette femmine. Uno dei tre ragazzi ora è sacerdote diocesano e una delle sorelle, oggi morta, era carmelitana scalza a Valencia.

La mia gioventù è trascorsa negli anni della guerra di Spagna e della seconda guerra mondiale, quindi il mio servizio militare è durato nove anni. Prima avevo compiuto un normale corso di studi presso i Fratelli di san Giovanni Battista de la Salle e nel collegio dei padri Agostiniani.

Sono convinto che niente abbia influito su di me più del mio ostinato e sempre crescente interesse per la lettura. Già da ragazzino ero solito dire che preferivo stare un giorno senza mangiare che un giorno senza leggere. I1 denaro disponibile l’ho sempre speso in libri.

2. Che importanza ha avuto la fede nella sua gioventù? 

Moltissima e questo perché, a mio modesto avviso, la fede, quando è cristiana, lo è perché evangelica ed è evangelica perché è cristiana. La fede illumina, chiarisce e orienta le situazioni, a volte complicate della vita quotidiana, verso Dio e la sua Chiesa.

3. Come sentiva il problema di Dio? 

Non mi è mai capitato di pensare che Dio sia un problema, ma la soluzione (con articolo determinativo: la soluzione) sicura, efficace e piena di tutte le difficoltà che si presentano e si possono presentare all’uomo di ieri, di oggi e di sempre.

Ho potuto sperimentare che quando una persona ha fede, dimostra fiducia, crede, si fida e confida nella realtà più impressionante e profonda e forse più incomprensibile e difficile da capire, che cioè Dio, in Cristo, ci ama – mi ama , tutto il resto gli viene dato con larghezza in sovrappiù.

Credo sinceramente che a volte, e forse con la miglior buona volontà, ci sbagliamo credendo che Cristo si fece uomo ed entrò nella storia per salvare il mondo; confesso umilmente di non credere che questa fosse la sua idea, ma che si incarnò e venne nel mondo per salvare l’uomo, non il mondo. Perché l’uomo fosse felice attraverso la sua fede in Lui.

Durante la vita ho potuto vedere persone che, mancando di tutto, sono felici e altre che, avendo tutto. muoiono di noia.

Questo mi aiuta in parte a capire perché il Signore dice che il suo regno non è di questo mondo e perché lo colloca dove è, dove Lui vuole stare, dove si trova più a suo agio, cioè nello spazio interiore di ogni persona, nella sua intelligenza e nel suo cuore, perché attraverso l’unione con Lui, attraverso la grazia, possa vincere il suo egoismo, il suo orgoglio, la sua ambizione e la sua convinzione, la sua decisione e la sua costanza siano più cristiane.

Sono infatti fermamente convinto che, sebbene il regno di Dio non sia di questo mondo, è l’unico che possa dare senso e pienezza ai regni di questo mondo.


2 gennaio 2013

Oggi per me è una data importante: non è il mio compleanno, ma esattamente un anno fa sono partita per il mio primo Cursillo. Ho fatto il bilancio di questo anno, cosa mi è successo e come sono cambiata.

Mi sento veramente un’altra persona; mi sento forte e coraggiosa e faccio delle cose che prima non avrei mai osato fare. L’amicizia che ho stretto con le compagne del corso è davvero speciale e quando ci incontriamo per me è davvero una festa.

In famiglia io avevo cercato da sempre di far cambiare le cose: era difficile dialogare con i miei e farmi capire. Ora ci riesco perché sono cambiata io. Con mio marito e con i figli il rapporto è più sereno. Cerchiamo sempre di venirci incontro e ci accorgiamo che non è poi tanto difficile.

Andare alla Messa è una cosa che ora desidero sopra ogni cosa; pregare è una vera necessità. Ho capito che di Gesù bisogna sempre fidarsi, perché quando ho bisogno Lui mi è sempre vicino. Lui c’è. Mi aiuta e mi consola. Penso a Lui quando lavoro, quando sono impegnata nelle varie attività.

Una volta mi dicevo che avrei creduto di più se solo avessi visto qualcosa. Ora ho capito che non occorre vedere o sentire qualcosa di speciale, mi basta stare in silenzio e sento che Lui mi è vicino. Lo vedo nelle persone che mi sono accanto; Lo vedo negli occhi dei miei nipotini quando ridono e sono felici; Lo vedo quando abbraccio mio marito; Lo vedo quando faccio la Comunione; Lo sento accanto a me quando sono da sola in macchina e recito il rosario: Lui prega con me.

Con Lui vicino ora mi accorgo quanto è brutto peccare, mancare di rispetto a Lui che mi vuole così tanto bene. Le tentazioni della vita sono sempre molte e il diavolo è sempre lì che aspetta per farti cadere. Però con Gesù nel cuore mi sento sempre in pace perché penso che Lui è morto per me. Allora come posso io non volerGli Bene?

MariaLisa