Cursillos di Cristianità

Benvenuti nel sito ufficiale dei Cursillos di Cristianità – diocesi di Padova


Il Cursillo è … poesia

2yweb0p 2El Cursillos

El Cursillos xe na scusa

par stacare un po’ la spina,

ma dopo averlo fato

no te si pì come prima.

Tuto te cambia intorno

i amissi e i to parenti,

te vedarà cambiare

e par tì i sarà contenti.

E i te domandarà

dove che ti si stato,

e cossa che te magni

par esser cussì beato.

El nostro carburante

xe a fede nel Signore,

che cambia a nostra vita

ma specialmente el core.

I amissi che te incontri

fasendo stà esperienza,

i sarà proprio quei

che no te poi star sensa.

Par chi xe a prima volta

forse no poe capire,

parchè stò Movimento

xe tuto da scoprire.

Scoprire che el Signore

te ciama proprio ti,

e che da sempre el speta

che te ghe disi sì.

Marisa Bozzetto


Sempre con noi, più che mai!

522318_4798854459271_1406665863_n6 febbraio 2008-2015

7° anniversario

Con grande gioia annunciamo che giovedì 5 febbraio 2015 il vescovo di Mallorca ha promulgato il primo atto dell’istruttoria diocesana per la causa di beatificazione e santificazione del nostro Fondatore Eduardo Bonnin Aguilò.


UN REGALO SPECIALE

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Si avvicinavano le feste di Natale e noi del coro eravamo molto indietro con le prove delle canzoni nuove da portare al concerto. Nelle pause si chiacchierava un po’, Letizia ed io parlavamo di regali, da fare e da farsi.

Ad un certo punto Letizia mi dice che aveva in mente un regalo per me, un regalo speciale e tutto mio, ma che avrei dovuto farmelo da sola. Che strano, mi sono detta, che Letizia mi proponga una cosa del genere, in fondo con lei io non ho mai avuto una grande amicizia. Qualcosa mi diceva che avrei dovuto accettare.

Le dissi subito di si, senza pensare né chiedere di che cosa si trattasse.

Ora lo so, so benissimo che cos’era quel regalo ed è grazie a lei se ho fatto il mio primo cursillo, il 58°, proprio nel tempo di Natale.

Ora sto vivendo il mio quarto giorno come una persona del tutto nuova.

Fra poco sarà Natale un’altra volta e circa un mese fa Serena, figlia della mia cugina e anche vicina di casa a cui sono molto legata, mi disse che avrebbe compiuto 40 anni e che per quest’occasione voleva farsi un regalo speciale, qualcosa che le cambiasse un po’ la vita.

Non ci ho pensato molto ed ho fatto con Serena la stessa cosa che fece Letizia con me.

Un regalo davvero speciale.

Serena ha accettato senza farmi tante domande: è partita con il 61° Cursillo ed è appena rientrata.

E‘ tornata raggiante e molto felice, spero che anche lei per il Natale prossimo abbia un’amica con il desiderio di un regalo speciale e che glielo sappia proporre.

Mi sento molto fortunata perché il Natale è un giorno di gioia e di rinascita ma soprattutto perché questo mio regalo farà speciale ogni Natale della mia vita.

Buon Natale.

Marisa B.


Ma Dio c’è, è un grande. Gli amici pure, e mi piace.

imagesDi ritorno dalla Convivenza Nazionale di Studio guidando ripenso ai giorni trascorsi a Perugia.

Sono partita un poco di malavoglia, pensando semplicemente di assolvere un dovere da responsabile all’interno del MCC; caricandomi di molti scrupoli e sensi di colpa per l’evidente contingente economico/socio/lavorativo/familiare non felice, poco incline a farmi intravedere l’occasione Provvidenziale per me. Ora. 

Riesco a partire a malapena, vari contrattempi dell’ultimo minuto mi offrono il fianco e ottime giustificazioni per disdire tutto. Ma la mia amica viene a prendermi a casa, il suo entusiasmo frena le mie titubanze: sono un responsabile, devo andare. 

La strada sembra complice della provvidenza: nessun intoppo anzi scivola sotto le ruote dell’auto, inesorabile.

Poi l’arrivo, l’albergo già conosciuto, la receptionist dal volto familiare…e gli amici, quelli che accolgono a braccia aperte, quelli che rivedo ciclicamente agli appuntamenti nazionali e con i quali ho già condiviso qualche passo della mia vita. 

Di tutti non ricordo il nome ma il sorriso e qualche dettaglio, si. Mi basta per essere felice di abbracciarli. Forse anche loro mi aspettavano …

Un dialogo che riprende ogniqualvolta ci si rincontra. 

Ed ecco ogni ombra di ripensamento è sfumata e ringrazio il Signore di non essermi lasciata travolgere dai dubbi.

Le relazioni, le riflessioni e le testimonianze sembrano tanti sms del Signore alla mia persona. Bellissimi, eterogenei, non mi dilungo sui contenuti della convivenza, li troverete tutti nel sito nazionale o rivolgendovi ai responsabili diocesani. 

Quello che non si può “scaricare dal sito” è qualcosa di bello e delicato, qualcosa che mi stupisce sempre: il Signore a Perugia mi ha anche fatto incontrare persone, tanti nuovi amici che hanno completato e reso vive e vere le relazioni, mi hanno aiutato ad accogliere il tutto. Que detalle señor has tenido conmigo!

RingraziarLo è spontaneo, è gioia piena. 

RingraziarLo ringraziando le persone, è commovente. Non sono sola.

Il nostro movimento avrà anche qualche difetto, è farcito delle nostre povertà ma nel contempo, e questo fa pendere la bilancia in netto positivo, dona, a chi desidera accoglierla, una grandissima famiglia mondiale, impagabile e impensabile umanamente. Comunque dipende cosa una persona decide di vedere, ciò che desidera valorizzare.

Ma Dio c’è, è un grande. Gli amici pure, e mi piace.

Ah, un grazie particolare alla mia amica, quella che mi è venuta a prendere a casa! 

ULTREYA … e al prossimo appuntamento de colores!    d.p.


Riscoperte

CURSILLO_de_CURSILLOS (602) Voglio parlarvi del mio sentimento quanto penso alla “vera amicizia”.

Rientrando nel Mov. Cursillo dopo alcuni anni di pausa dalla mia prima esperienza, fatta 34anni fa, ho riscoperto: il dono dell’amicizia.

Non vi nascondo che dentro di me c’era sempre una fiammella di nostalgia ed ogni volta che ricevevo il Notiziario mi tornavano in mente i bei ricordi di quando io e Tonino, mio marito, eravamo giovani: gli incontri dell’Ultreya e le vecchie amicizie di allora.

Desideravo tanto ritornare al Cursillo, però qualcosa mi bloccava.

Durante quel periodo, pur avendo fatto nuovi incontri di amicizia e conoscendo tante altre persone in parrocchia, sentivo dentro il mio cuore il bisogno di vivere incontri più intimi e profondi, condividendo la mia fede con le persone che avvicinavo.

Così quattro anni fa un’amica cursillista mi invitò assieme a Tonino a cena, era invitato anche con don Egidio (animatore spirituale diocesano a Padova), e dopo qualche mese mi ritrovai a partire come cameriera del 56° cursillo donne.

Attraverso quel si sono nate splendide amicizie. Sono veramente grata al Signore perché grazie ad esse mi sono sentita accolta, incoraggiata, abbracciata da quel sentimento che fa sentire i miei pesi più leggeri.

Camminando insieme alle mie amiche sto crescendo con loro, accetto con più amabilità me stessa e chi mi sta accanto.

Tutto questo l’ho riscoperto ancor più nella mia “Riunione di Gruppo” dove con fiducia, tanto amore e carità fraterna ci sosteniamo a vicenda.

Desideravo tanto tutto questo e vivo la nostra riunione come riscoperta che l’amicizia è meravigliosa perché proviene da Dio. La tocco nella mia vita, nel rispetto, nell’autenticità, nella libertà.

A marzo ho avuto la grazia di recarmi a Palma di Mallorca per vivere il Cursillo de Cursillos, mi sono sentita privilegiata perché ho vissuto giorni indimenticabili, respirando armonia e stupore nel vedere e sentire la calorosa accoglienza e la gioia nei volti dei fratelli e sorelle di Palma: volti che porto ancora dentro!

Attraversando i luoghi che parlano di Eduardo ho rafforzato ancor più la consapevolezza di quale grande dono è il Cursillo! Tanto che quando incontro persone a me care, mi sorge spontanea la gioia e il desiderio di far nascere in loro, attraverso l’amicizia, la voglia di fare l’esperienza viva.

Rileggendo i miei appunti presi a Palma mi sono soffermata su questa frase “nell’amico l’anima riposa, non c’è tensione”

Credo che ciascuno di noi debba essere grato ad Eduardo per aver scoperto che il dono dell’amicizia è il mezzo più efficace per trasmettere l’Amore che Dio ha per ciascuno di noi. Concludo con le parole di S.Agostino:

“Non c’è vera amicizia se non quando l’annodi Tu, o Signore … felice chi ama l’amico in Te”

Ultreya, Giuliana C.


RdG, la gioia nell’amicizia

due-amiche

Ho avuto la possibilità e la gioia di partecipare al Cursillo de Cursillos a Palma di Mallorca, e vorrei parlare di un rollo che ha colpito molto me e credo tanti di noi, e di quanto nella mia vita risuoni vero il suo contenuto.

Il rollo è quello della Riunione di Gruppo, il rollista era Juan Aumatell. Juan è una persona stupenda, un uomo molto carismatico che noi italiani ci saremmo portati via in valigia molto volentieri.

Io ho avuto la fortuna di lavorare e condividere nel gruppo operativo con lui che è  riuscito a trasmetterci, anzi infervorato con tutta la sua passione, il significato e l’essenza della RdG.

Mi hanno colpito in particolare due aspetti:

1. La RdG esiste perché io e te siamo amici. E grazie a questa amicizia diventiamo sempre di più noi stessi, in quanto la libertà data da un’amicizia sempre più profonda, con l’amico e con Cristo, aiuta a riscoprire noi stessi. Più l’amicizia si approfondisce, più riscopriamo noi stessi.

2. Come scegliere gli amici della RdG? Il metodo è semplice e simpatico, basta porsi due domande:

. Faresti una vacanza, un viaggio con lei/lui?

. Apriresti un’impresa con lui/lei?

Finito il mio primo cursillo sentivo il bisogno della RdG. Non ne avevo una, per farla andavo in ultreya quando potevo. Un giorno mi è piovuta dal cielo Gabri, la nostra amicizia è cominciata al Santo (Santuario di S.Antonio), nemmeno un anno fa.

Ci siamo scelte a vicenda. Per me è stata più una sensazione a pelle, però posso dire che da subito mi ha colpito la sua calma, il fatto che fosse vicina d’età e che fosse davvero una bella persona già a prima vista. Alla fine però la proposta di iniziare una RdG insieme l’ha fatta lei.

È sorprendente il fatto che abbiamo già dei ricordi come delle vecchie amiche, entrambe sappiamo cose del nostro passato e io sono già diventata “zia”!! Il 24 Febbraio scorso ho ricevuto una telefonata al mattino presto da Gabri, cosa molto strana perché lei di solito non chiama prima delle 11.00. Con voce stanca mi disse che era nato Salvador, che lei era appena rimasta sola e che aspettava il piccolo per vederlo bene. La mia reazione al telefono fu quella di un pesce rosso, come disse mia madre, ma la mia gioia vi assicuro era grande! Appena mi arrivò la foto, beata tecnologia, la feci vedere a tutti: a mia madre, a mio padre, a mia sorella, a Marco, agli amici dell’ultreya…

Vi lascio immaginare la gioia quando ho incontrare e abbracciato lei e Salvador la sera stessa!

Ci stiamo scoprendo e riscoprendo a vicenda (punto 1 del rollo donato da Juan)

Per concludere. Gabri ha viaggiato molto quindi quale migliore compagna di viaggio?!

Per l’impresa…. beh, lasciamo stare siamo entrambe pigre, falliremmo subito.

Ad ogni modo è come un si, perché siamo d’accordo sul “non aprirla”.

De Colores, Sara


ALVARO

Asi nos ven desde el cielo“Bien, gracias a Dios”. Tutte le volte che chiedo ad Alvaro come sta mi risponde allo stesso modo. Viene dalla Colombia, è un rifugiato. È scappato anni fa. Alvaro a Pasqua ha ricevuto la Cresima e la Prima Comunione. Ha più di 40 anni. Si è iscritto grazie al suo datore di lavoro, che, alla fine, è anche la sua famiglia qui in Ecuador. Da quando ha iniziato il catechismo Alvaro è sempre stato il più puntuale, con la Bibbia sotto braccio, sempre nel primo banco della Chiesa alla Messa delle 18.00. Sempre sorridente. La notte di Pasqua alla fine della Messa, dopo aver ricevuto Comunione e Cresima, si avvicina per dire: “Grazie per avermi dato il più bel regalo. Sono felice. Non sa quanto”. Quando gli avevo chiesto che mi serviva il suo certificato di Battesimo per la Cresima mi aveva risposto che per lui andare in Colombia a cercarlo significava non tornare più. Storie difficili, storie che preferiscono restare chiuse nel segreto del cuore e dei ricordi, storie di dolore, di paura. Alvaro è buono, la sua disponibilità è immensa. Guarda, sorride, e si da da fare. Da qualche settimana viene nel tardo pomeriggio della domenica, mette a posto i banchi della chiesa, raccoglie anche il più piccolo pezzettino di carta. È magrolino e piccoletto. “Tutti mi chiedono come sto e sempre rispondo allo stesso modo: Bien, gracias a Dios”. “E perché Alvaro rispondi così?”. “Perché senza di Lui non sarei niente, non farei niente di buono”. “E che fai di buono?”. “Lavoro bene, faccio la spesa la domenica per il mio datore di lavoro, faccio la guardia alla bottega, vengo a metter in ordine i banchi della Chiesa”. Guardare Alvaro negli occhi è come aprire una finestra di bontà e di semplicità. Ieri è arrivato alla canonica poco dopo le 17.00. “Scusi padre se sono arrivato tardi, ho dovuto fare una commissione per il mio padrino”. “Alvaro, a me e al Saverio piacerebbe che tu ci aiutassi a preparare la Chiesa la domenica. Spesso arriviamo solo pochi minuti prima della Messa e ci tocca fare tutto di corsa”. Si accendono i suoi occhietti buoni: “Padre, devo organizzarmi perché la domenica mattina il padrino mi manda a comprare le uova al mercato di Calderòn. E devo andare presto se no terminano. Però gli chiederò se posso andare in un altro momento. Mi piace aiutare in Chiesa, mi piace mettere in ordine”. E via, raccoglie un piccola borsetta e inizia a girare tra i banchi raccogliendo le cartine, i fazzoletti, le bottigliette di plastica lasciate dai parenti dei ragazzi della Cresima la mattina.

Alvaro fa inumidire gli occhi, fa ringraziare il cielo, fa vedere le cose e la realtà con una luce buona. È bello terminare la domenica celebrando la Messa con Alvaro nel primo banco.

Approfitto per ringraziare tutti i benefattori….

Luglio e agosto, dopo due anni e mezzo di Ecuador, sarò in Italia per le vacanze. Ci sarà modo di incontrarci.

Hasta pronto,  P. Giovanni


Il padre della sposa

eco-friendly-wedding-17Sabato 17 maggio si è sposata Sara, la più piccola dei miei 3 figli.

Quando due anni fa Sara mi ha comunicato la data del matrimonio, mi era sembrato un tempo tanto lontano, ma via via che questo passava e si avvicinava la data stabilita la mia ansia aumentava: quattro anni fa la fine del mio matrimonio…tanto dolore per me e tanto per i miei figli.

Per Sara è stato un dolore più grande perché si è trovata orfana dopo 22 anni di un padre che l’aveva lasciata: è stata dura per tutte e due, dato che vivevamo assieme; dura per me e dura per lei che, oltre al suo dolore, soffriva anche per me nel vedermi triste.

Dal momento della decisione di sposarsi, ha subito iniziato a dirmi che non avrebbe voluto il papà al matrimonio: anch’io tutto sommato non lo volevo… 

Poi, più avanti, mi ha detto che comunque non avrebbe voluto essere accompagnata da lui all’altare, e io ne godevo…

poi, ha chiesto a me di accompagnarla all’altare: “mamma voglio te,  tu mi sei sempre stata vicina”, ed io ne ero felice… 

poi, ancora, che avrebbe voluto anche suo fratello assieme a me.

Nel mio cuore, però, c’era il desiderio che lui fosse presente e che l’accompagnasse all’altare: è suo padre!

Un giorno mi ha detto che aveva invitato il papà al matrimonio e un’altra volta che gli aveva chiesto di venirla a prendere con l’automobile per portarla in chiesa.

In quel momento ricordo di averle detto: “ma lo vuoi solo come autista? Chiedigli anche di accompagnarti all’altare”,  ma lei sempre più decisa: “non lo voglio!”

Mi rattristava l’idea di quella decisione, ho sempre insegnato a tutti e tre i figli che bisogna amare e perdonare, ma la sua risposta è stata: “me la deve pagare!”

Anch’io, confesso, che l’avrei voluto. Ma accostandomi alla confessione prima di Pasqua mi sono messa in discussione: ma che razza di cristiana sono? Non si deve pregare per i lontani?

E ho iniziato a pregare per lui e ho pregato anche per Sara, perché cambiasse la sua decisione.

E quel bellissimo giorno mi sono trovata davanti alla porta della chiesa con Sara che, scendendo dalla macchina, mi ha detto: “FATE QUELLO CHE VOLETE!” Ed io ho capito.

Le ho risposto: “fatti accompagnare da papà, il Signore ti vede.”

So che Sara aveva messo al corrente il papà della sua decisione di non essere accompagnata da lui, perché l’ho sentito chiedere: “beh, chi l’accompagna all’altare?” Ed io l’ho inviato ad accompagnarla.

Entrando in chiesa mi sono sentita abbracciare dal Signore, Sara mi aveva fatto un gran regalo, è stato un bellissimo momento vicino a Cristo ed alla preghiera del Padre nostro, il Signore mi ha dato la forza di prendere per mano mio marito: in quel momento mi sono sentita famiglia.

Ultreya!

Anna C.