Cursillos di Cristianità

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¿SÍ?

feliz navidad 2

E’ più facile rispondere sì o no?

Senza dubbio è più facile rispondere di no. Così la responsabilità sarà di un altro, non ci saranno problemi, minori saranno le preoccupazioni, le difficoltà. “Non voglio, non posso, non sono capace, non ho tempo, non mi piace, non è affare mio, non mi interessa, non lo hanno chiesto a me, non mi importa”. È vero che così niente cambia, è vero che così la mediocrità sempre vince però (e questo è quello che stupisce) sembra preferiamo la mediocrità al bene solo per la paura di essere protagonisti del bene. Dopo ci sarà il pentimento, “si sarebbe potuto…”, ma sarà tardi. Qualcun altro avrà fatto o nessuno. Nei giorni di Avvento verso il Natale spesso mi sono chiesto: “E se Maria avesse risposto no grazie?”

Il mondo avrebbe avuto un cammino totalmente differente, tanto che non riesco ad immaginarlo. Dio avrebbe continuato la sua ricerca di una casa, una madre, un cuore aperto e senza paura. Quella mattina di sole a Nazareth una ragazzina rispose di sì al cielo, al Creatore. E il mondo cambiò. Un istante nel quale tutto l’Universo si fermò aspettando, anelando ascoltare dopo secoli di incertezza la risposta di una ragazza, il sì di una adolescente già promessa sposa, il sì di una ragazza che viveva nel paese più dimenticato del popolo più bistrattato del mondo.

Come sarebbero diverse le cose se avessimo il coraggio di rispondere sì quando la VITA si avvicina domandando aiuto. Sembra curioso: il cielo, l’infinito ha scelto realizzare il suo sogno di felicità mescolandosi con la nostra umanità tanto contraddittoria. Quando un bambino piange è il cielo che chiede aiuto, quando un povero grida è il cielo che chiede aiuto, quando un anziano non riesce ad attraversare la strada è il cielo chi ci chiede una mano, quando un papà non riesce ad arrivare alla fine del mese è il cielo che ci chiede aiuto.

E se iniziassimo a rispondere in modo diverso? Il nostro lavoro sarebbe molto più che guadagnare soldi, sarebbe migliorare il mondo; la nostra famiglia sarebbe molto di più che mangiare, dormire, lavarsi e fare silenzio; sarebbe fonte di vera vita. Le nostre strade non sarebbero più luogo di paura da attraversare a tutta velocità ma luogo di relazioni, incontro e amicizia.

Ci proviamo? Lavorare con passione guardando più in là della busta paga. Lavorare con il desiderio di emergere e aiutare perché anche chi ci sta intorno salga di qualche gradino. Relazionarci con gli altri con la allegra speranza di formare persone vere, sincere, umili e forti. Metterci la faccia perché ci sia giustizia, felicità, perché la paura sia solo un ricordo distante.

“No grazie” sarebbe la risposta più facile con sapore di cenere. “Sì” ha un gusto diverso, a vera vita, a vita piena. Maria rispose sí e cambiò il mondo, Giuseppe rispose sì e cambiò il mondo, i Re Magi e i pastori risposero sì e cambiarono il mondo. Dio rispose sì e cambiò l’universo. Che la nostra vita sia sì, eternamente grande e eternamente libero. Così la nostra presenza risplenderà della stessa luce con la quale la stella quella notte illuminò la grotta di Betlemme e il mondo intero.

Per te, di cuore, un Santo Natale.

P. Giovanni


rallegrati «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te»

Dio ci chiama ad aprirci alla gioia

 Il Vangelo di Luca sviluppa il racconto dell’annuncio a Maria come la zoomata di una cinepresa: parte dall’immensità dei cieli, restringe progressivamente lo sguardo fino ad un piccolo villaggio, poi ad una casa, al primo piano di una ragazza tra le tante, occupata nelle sue faccende e nei suoi pensieri.

L’angelo Gabriele entrò da lei. È bello pensare che Dio ti sfiora, ti tocca nella tua vita quotidiana, nella tua casa. Lo fa in un giorno di festa, nel tempo delle lacrime oppure quando dici a chi ami le parole più belle che sai.

La prima parola dell’angelo non è un semplice saluto, dentro vibra quella cosa buona e rara che tutti, tutti i giorni, cerchiamo: la gioia. «chaire, rallegrati, gioisci, sii felice». Non chiede: prega, inginocchiati, fai questo o quello. Ma semplicemente: apriti alla gioia, come una porta si apre al sole. Dio si avvicina e ti stringe in un abbraccio, viene e porta una promessa di felicità.

La seconda parola dell’angelo svela il perché della gioia: sei piena di grazia. Un termine nuovo, mai risuonato prima nella bibbia o nelle sinagoghe, letteralmente inaudito, tale da turbare Maria: sei colmata, riempita di Dio, che si è chinato su di te, si è innamorato di te, si è dato a te e tu ne trabocchi. Il suo nome è: amata per sempre. Teneramente, liberamente, senza rimpianti amata.

Piena di grazia la chiama l’angelo, Immacolata la dice il popolo cristiano. Ed è la stessa cosa. Non è piena di grazia perché ha detto “sì” a Dio, ma perché Dio ha detto “sì” a lei prima ancora della sua risposta. E lo dice a ciascuno di noi: ognuno pieno di grazia, tutti amati come siamo, per quello che siamo; buoni e meno buoni, ognuno amato per sempre, piccoli o grandi ognuno riempito di cielo.

La prima parola di Maria non è un sì, ma una domanda: come è possibile? Sta davanti a Dio con tutta la sua dignità umana, con la sua maturità di donna, con il suo bisogno di capire. Usa l’intelligenza e poi pronuncia il suo sì, che allora ha la potenza di un sì libero e creativo.

Eccomi, come hanno detto profeti e patriarchi, sono la serva del Signore. Serva è parola che non ha niente di passivo: serva del re è la prima dopo il re, colei che collabora, che crea insieme con il creatore. «La risposta di Maria è una realtà liberante, non una sottomissione remissiva. È lei personalmente a scegliere, in autonomia, a pronunciare quel “sì” così coraggioso che la contrappone a tutto il suo mondo, che la proietta nei disegni grandiosi di Dio» (M. Marcolini).

La storia di Maria è anche la mia e la tua storia. Ancora l’angelo è inviato nella tua casa e ti dice: rallegrati, sei pieno di grazia! Dio è dentro di te e ti colma la vita di vita.

padre Ermes Ronchi